Appelli,  diritti

Vaccini per tutte e tutti, Lettera all’Assessore Alessio D’Amato

All’Attenzione dell’Assessore Alessio D’Amato,
Sanità e Integrazione Socio-Sanitaria Regione Lazio
 
La pandemia da SARS COVID-19 ha mostrato, come mai prima d’ora, quanto la salute di ogni singola persona sia strettamente connessa alla salute e al benessere dell’intera popolazione di uno Stato e dell’intero Pianeta. L’OMS ha dichiarato che potremo sperare di essere usciti dall’emergenza sanitaria globale solo quando il 70% della popolazione mondiale avrà ricevuto un ciclo vaccinale completo.
Mentre in Europa e in Italia le riaperture delle attività e dei confini procedono rapidamente grazie al calo dei contagi e dei ricoveri, tutt’altro che rassicuranti sono però i dati rispetto all’andamento del piano vaccinale su scala mondiale e nazionale, soprattutto per le enormi differenze tra Paesi ricchi e Paesi poveri che la pandemia ha accentuato in modo drammatico e, all’interno dei primi, tra persone in possesso di requisiti di cittadinanza e persone che ad oggi non possono godere dei diritti provenienti da uno status giuridico riconosciuto dagli ordinamenti nazionali.
Parliamo di donne e di uomini italiani e stranieri, di minori non accompagnati che vivono in una condizione di estrema fragilità sociale e di conseguenza sanitaria.
Solo in Italia, sono diverse centinaia di migliaia le persone escluse dal piano vaccinale:
gli immigrati e le immigrate senza permesso di soggiorno, senza documenti o con documenti come il codice STP (Straniero Temporaneamente Presente); i comunitari e le comunitarie non in regola con tessera ENI (Europeo non iscritto, non garantita però da tutte le Regioni); gli stranieri che hanno in corso di esame la domanda di regolarizzazione; gli immigrati e le immigrate accolti in strutture d’accoglienza governative e locali come i centri d’accoglienza straordinari – CAS, che hanno diritto all’iscrizione al SSN ma per i quali i percorsi amministrativi sono tutt’altro che certi.
I minori stranieri non accompagnati, le vittime di tratta con accoglienza in strutture dedicate, i rom, sinti e caminanti in campi di fortuna, decine di migliaia di persone, italiane e straniere, presenti in insediamenti informali, ghetti, palazzi occupati, i senza dimora italiani e stranieri che sopravvivono negli angoli delle nostre città.
La Regione Lazio si è distinta in questi mesi per l’efficacia d’attuazione del piano vaccinale e del sistema di prenotazione da cui, purtroppo, constatiamo essere rimaste escluse proprio queste fasce di popolazione socialmente più vulnerabili.
Certi di un tempestivo riscontro, chiediamo che venga pianificato un incontro per discutere insieme le modalità per superare il mancato accesso al sistema di prenotazione vaccini per le persone non in possesso di tessera sanitaria e di tutti gli esclusi a causa della mancanza di residenza e/o documenti.
Un esempio di facile attuazione è quanto avvenuto nella città di Napoli, in cui questo impedimento è stato superato facendo accedere le persone al sistema di prenotazione con il solo possesso di STP o del codice ENI.
Facciamo appello per una soluzione celere a un problema burocratico che sta mettendo a rischio la salute di chi si trova in condizioni di vulnerabilità e di conseguenza la salute dell’intera cittadinanza.
 
 
Attiviste e attivisti, operatrici e operatori di Pensare Migrante, Associazione per i diritti delle persone migranti

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