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Una fotografia di Roma in emergenza

L’anagrafe respingente: una fotografia di Roma in emergenza.

Il tema dell’#iscrizione anagrafica e della #residenza rimane un nodo centrale nelle politiche di esclusione di determinate fasce di popolazione dall’accesso ai diritti fondamentali, ai servizi del welfare e all’assistenza sanitaria.

Sebbene la Corte Costituzionale abbia definitivamente dichiarato illegittima l’esclusione dei richiedenti asilo dal diritto all’iscrizione anagrafica, rimangono molti i nodi da sciogliere.

A partire dall’art. 5 del DL 47/2014, c.d Decreto Renzi-Lupi, che prevede la necessità di dimostrare il titolo di godimento dell’immobile nel quale si richiede la residenza e dunque esclude dall’esercizio di questo diritto-dovere tutti coloro che sono in condizioni di alloggio “irregolare”, in una città dove la locazione irregolare, la precarietà abitativa, per un target specifico di cittadini soprattutto stranieri, è ormai la prassi, la regolarità.
Si stimano infatti oltre 5000 persone che dimorano in condizioni abitative precarie e in immobili inadeguati e inabitabili, dalle occupazioni “organizzate” a quelle spontanee, senza contare gli oltre 8000 “senza tetto” stimati dall’ISTAT.
Il nostro team legale, in rete con altre organizzazioni, ha partecipato tra il 2018 e il 2020 a un progetto finanziato da un bando regionale denominato “transitanti”, prendendo in carico circa 1000 persone. Tra queste, il 53,1% dei titolari di protezione e l’80% dei richiedenti asilo non disponevano di un alloggio idoneo oppure, pur disponendone, erano in condizione di locazione irregolare.

Sebbene la residenza per senza fissa dimora, introdotta dal Comune di Roma attraverso la delibera 31/17, abbia in parte attenuato il problema, rimane tuttavia difficile accedervi, specialmente durante il periodo attuale di emergenza sanitaria. Le prassi dei vari Municipi sono difformi, e in molti casi l’accesso risulta sostanzialmente impossibile, tra requisiti illegittimi e barriere linguistiche.


Come Pensare Migrante avevamo già proposto il 1°luglio 2020 una giornata di mobilitazione al Campidoglio, che ci aveva portato al tavolo con l’assessore all’anagrafe del Comune di Roma, De Santis. Tuttavia, la strada da percorrere resta lunga, ed include necessariamente un’azione di pressione rivolta anche nei confronti della Questura, che illegittimamente si ostina a considerare la residenza anagrafica un requisito essenziale per il rinnovo dei permessi di soggiorno.

Siamo dunque felici di poter proseguire insieme a molte altre associazioni e realtà attive sul tema a Roma questo percorso di rivendicazione, sperando che porti al superamento degli ostacoli che impediscono ai cittadini, migranti e non, di accedere ai propri diritti fondamentali.

Leggi qui il documento con criticità e linee di intervento programmatico in 10 punti (PDF)

A Buon Diritto

 

ActionAid Italia

 

Associazione Studi Giuridici Immigrazione

 

Black Lives Matter Roma

 

Caritas di Roma

 

Centro Astalli

 

CIR

 

Sant’Egidio

 

FOCUS-Casa Dei Diritti Sociali

 

Intersos

 

Laboratorio 53

 

MEDU – Medici per i Diritti Umani

 

Medici Senza Frontiere

 

Médecins du Monde – Missione Italia



Foto di 

Matteo Mat Nardone

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