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Tuteliamo la salute dei braccianti #vorreistareacasa

Raccolta fondi per l’acquisto di dispositivi di protezione sanitaria

L’insediamento informale di Borgo Mezzanone a Foggia, come molti altri del suo genere, è stato definito un “non-luogo” e i suoi abitanti “invisibili”, “schiavi”. In realtà, la crisi sanitaria, economica e sociale che stiamo vivendo in questi ultimi tempi, sta dimostrando che gli insediamenti informali, abitati da braccianti stranieri e diffusi dal nord al sud Italia, così come le persone che vivono al loro interno, sono tutt’altro che marginali e invisibili.
Il richiamo, sconcertante perché tragicamente tardivo, della Ministra dell’Agricoltura Bellanova per una regolarizzazione dello status di questi lavoratori sfruttati dal caporalato, ci ha ricordato quanto queste persone siano fondamentali non solo per il sistema economico, ma per la sussistenza di ognuno di noi.
Camilla e Antonio, due attivisti che vivono queste realtà, si sono avvicinati ai lavoratori di Borgo Mezzanone proprio per comprendere cosa si celasse dietro l’immaginario, fatto di allarmismi securitari e puro soccorso umanitario, e per promuovere un cambio di prospettiva: per vivere e pensare con i migranti e non sui migranti. Una prospettiva in cui le azioni di solidarietà non ruotano attorno all’assistenzialismo e vanno oltre il binomio noi-loro. Antonio ha iniziato con Radio Ghetto, un’esperienza di comunicazione co-partecipata, nata nel 2012 per dar voce alle persone che ci vivono e lavorano. Camilla collabora con alcune realtà che operano sul territorio, facendo da ponte tra le necessità degli abitanti dell’insediamento e le organizzazioni o le istituzioni spesso difficili da raggiungere. Come nel caso di I., utente dello sportello lavoro di Pensare Migrante, che si trovava bloccato a Foggia in una situazione economica critica, per cui, in poche ore, è stato possibile attivare una rete di supporto che gli ha permesso di trovare un dormitorio/mensa sempre aperto durante l’emergenza e rimediare un pasto, grazie ad un amico che gestisce un negozio all’interno dell’insediamento.
La solidarietà informale e di comunità, sebbene spesso ignorata, è forse uno degli antidoti migliori allo sfruttamento.
Seppure in condizioni diverse, poiché impossibilitati a operare fisicamente, con questa visione hanno lanciato una campagna di raccolta fondi per acquistare materiale di prevenzione (gel, mascherine, guanti) da donare a INTERSOS, una delle realtà più attive negli insediamenti del foggiano. Grazie al supporto di 76 donatori hanno raccolto quasi 2300 euro: con queste donazioni sono stati fatti i primi acquisti di gel igienizzante, già consegnati alle operatrici e agli operatori di INTERSOS. La raccolta fondi andrà avanti ancora per qualche giorno e vi chiediamo per quanto possibile di contribuire. In questi giorni difficili, ogni forma per quanto piccola di partecipazione è fondamentale: la solidarietà non ci rende immuni al virus ma può ridurne gli effetti devastanti sulla salute e sulla nostra umanità.
Qui il link alla raccolta fondi https://www.gofundme.com/f/coronavirus-tuteliamo-la-salute-…

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