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Senza accoglienza, senza residenza. Sit-in al Campidoglio

Oggi siamo scesi in piazza per denunciare la difficoltà per le persone migranti di rivolgersi direttamente a uno sportello per richiedere l’iscrizione anagrafica virtuale, l’assurdità di dover passare ore al telefono sperando in una risposta dell’impiegato di turno, l’esasperazione di chi da più di quattro mesi aspetta l’iscrizione anagrafica, la disperazione di chi vive in strada e non riesce ad essere inserito nel circuito dell’accoglienza, nonostante ne abbia il diritto.
Ci siamo ritrovati al Campidoglio per denunciare l’inerzia del Comune di Roma e la totale inadeguatezza delle politiche pubbliche, che lasciano centinaia di persone senza accoglienza né residenza.
Nonostante siano passati quasi due mesi dalla riapertura del Paese, gli uffici responsabili di erogare servizi essenziali, quali l’iscrizione anagrafica per senza fissa dimora e l’inserimento in accoglienza, rimangono chiusi e difficilmente raggiungibili. La disfunzione e la lentezza degli uffici comunali sono ora più che mai gravi considerando che la Questura di Roma ha ripreso la sua attività e continua a richiedere illegittimamente il certificato di residenza, pena il rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno.
Abbiamo chiesto la riapertura di tutti gli uffici comunali e un’uniformazione delle procedure tra i diversi municipi, perché non è accettabile che nella stessa città ci siano prassi, orari di apertura e possibilità di accesso completamente diversi.
Abbiamo chiesto di essere ascoltati, che a tutti sia riconosciuto il diritto alla residenza, perché senza di essa non è possibile rinnovare i documenti, non è possibile iscriversi al servizio sanitario nazionale, non è possibile avere una carta di identità né accedere ai servizi di supporto sociale.
Abbiamo ottenuto il contatto dell’Assessore responsabile per il personale, Antonino de Santis, al quale invieremo un’email segnalando i casi a cui non abbiamo ricevuto risposta, le prassi difformi e l’apertura a singhiozzo dei vari municipi, e chiederemo un incontro, per la prossima settimana, per esporre le nostre richieste e trovare presto una soluzione.
 

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