Africa

Senegal, violenta repressione dopo l’arresto di Ousmane Sonko

In Senegal è stata indetta una mobilitazione di 3 giorni, dall’8 al 10 Marzo, per chiedere le dimissioni del Presidente al grido di “Macky Sall DEGAGE” Macky Sall vattene!
 
“Soyons 16 millions de senegalais dans les routes pour demander a l’armee de destituire Macky Sall en train de tuer le peuple” (“dobbiamo essere 16 milioni di senegalesi in strada per chiedere all’esercito di destituire Macky SALL che sta uccidendo il suo popolo”).
 
A Roma, di fronte al Circo Massimo, l’appuntamento è lunedì 8 marzo dalle 9 alle 13
 
Cosa sta succedendo in Senegal?
I fatti raccontano che Ousmane Sonko, deputato del partito di opposizione Pastef- Les Patriotes, a seguito di una denuncia per stupro, a quanto pare del tutto infondata, era stato privato dell’immunità parlamentare e arrestato. L’8 febbraio ha convocato in un  incontro di piazza “ i senegalesi amanti della giustizia” sopraggiunti in massa a sostenere il leader e a manifestargli la loro solidarietà.
I manifestanti sono stati pesantemente caricati dalle forze dell’ordine ed a questo è seguita un’ondata senza precedenti di arresti e casi di tortura e abusi fisici senza alcuna ragione valida.
Sonko è stato accusato di disturbo della quiete pubblica e manifestazione non autorizzata a cui si è unita un’accusa di stupro, a quanto pare del tutto infondata. Secondo il coordinamento del Pastef si tratta di un complotto dello stesso Presidente del Senegal Macky Sall.
 
Il Pastef dichiara che i certificati medici smentiscono del tutto la violenza sulla donna.
102 accademici hanno pubblicato un manifesto che denuncia la crisi dello stato di diritto. Sono state oscurate le televisioni ed i media come Walf TV e SEN TV[1] ed è stata oscurata internet (come denuncia lo stesso Anonymous in queste ore).
 
Inoltre, sono intervenute anche le rappresentanze delle principali organizzazioni per i diritti umani[2], che hanno emesso un comunicato dopo l’altro per mettere in guardia sullo stato della democrazia e sulla privazione delle libertà individuali e collettive e le preoccupazioni per gli arresti arbitrari e le violenze[3].
Il 3 marzo, mentre si recava in tribunale per rispondere alla citazione del giudice, Sonko è stato bloccato e arrestato per diverse ore dalla polizia e portato con la forza alla gendarmeria in stato di arresto, dopo aver perso con voto di maggioranza l’immunità parlamentare il 26 febbraio, nonostante 20 deputati d’opposizione si fossero recati in Parlamento per chiedere l’annullamento del voto[4].
 
Dal momento dell’arresto e per tre giorni, a Dakar e nel sud del paese, sono scattate forti proteste che rivendicavano il diritto alla libertà di espressione e denunciavano il controllo del potere esecutivo e quindi del Presidente sul potere giudiziario, nonché la violenza delle forze dell’ordine contro manifestanti pacifici. 117 cittadini senegalesi, tra cui 17 donne, infatti, si trovano in stato di detenzione arbitrario per sit-in pacifico! E decine sono le testimonianze di arresti arbitrari e violenze della polizia.
 
Diverse proteste si sono trasformate in guerriglia urbana e vi sono stati 4 morti, fatti condannati dal ministro dell’interno Antoine Felix Diome come atti di saccheggio e vandalismo; nessun ascolto è stato dato alle parole dei manifestanti, che chiedono libertà di espressione, giustizia e libertà del popolo senegalese.
A seguito degli accadimenti in Senegal, i senegalesi della diaspora in Europa hanno e stanno organizzando presidi. A Napoli, il gruppo Pastef Napoli ha svolto un sit-in pacifico di fronte al consolato senegalese, per denunciare la strategia del presidente Macky Sall tesa a liquidare gli oppositori; un altro presidio si è tenuto il 5 Marzo a Milano al grido “ No alla Dittatura. No alla Violenza”[5]
 
In un comunicato del Pastef Napoli si legge: “ sono già riusciti a liquidare due importanti leader dell’opposizione, di cui uno si trova in esilio in Qatar e l’altro appena uscito dal carcere non ha più diritti civili. Ora stanno cercando di liquidare l’oppositore più forte Ousmane Sonko!”
 
 
Elenchiamo alcune delle critiche portate avanti dalla voce di attivisti e manifestanti :
· Il licenziamento di Ousmane SONKO dalla pubblica amministrazione senza possibilità di difesa e solo per aver parlato di un fascicolo contro il Presidente Macky Sall disponibile in rete e relativo ad appropriazione indebita ( il cosiddetto 7 miliardi di Taiwan) ;
· La violenza contro una sostenitrice di Sonko e la sua uccisione;
· Un seggio saccheggiato;
· Una violazione di domicilio della madre di Ousmane SONKO per
recuperare fraudolentemente fascicoli di PASTEF, che portarono all’arresto di
un gendarme;
· La corruzione dilagante come mostra l’affare milionario (49 milioni di dollari) in mano al fratello del Presidente, denunciato nel 2019 [6]
· La denuncia delle accuse false ed infamanti su un presunto contributo da parte della Tullow Oil a Sonko[7]
· La volontà di sciogliere il partito PASTEF tramite un comunicato stampa del Presidente Macky Sall solo perché aveva voluto innovare il suo modo di finanziare le sue attività attraverso la richiesta di contributi al suo coordinamento locale ed alla diaspora;
Il Presidente Macky Sall ha più volte dichiarato che intende: “ridurre l’opposizione alla sua forma più semplice” e si batte per candidarsi per un terzo mandato nel 2024: per vincere sembra disposto a tutto, anche a cancellare la democrazia in Senegal, che oggi sta rivivendo ore buie proprio a causa della scandalosa gestione politica (tra le altre cose si è rifiutato di organizzare le elezioni locali) e della sua sete di potere
Inoltre, il presidente Macky SALL conta una maggioranza enorme nell’Assemblea nazionale che gli consente di fare ciò che più gli piace.
Infatti, nonostante le condanne allo Stato del Senegal da parte della Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite, della Corte di giustizia e della CEDEAO nei casi riguardanti gli oppositori del suo regime, continua nella sua strada di oppressione nei loro confronti: ora anche Ousmane SONKO in forte crescita di consensi.
Di fronte a ciò, il leader di
PASTEF, con il supporto di guide religiose di ogni ordine, di tutta
l’opposizione e di una gioventù pronta a sacrificarsi per salvaguardare le
conquiste democratiche, ha fatto appello alla RESISTENZA[8],
mentre si trova ancora in detenzione.
Tre giorni di mobilitazione in Senegal e  in tutt’Europa in sostegno, dall’8 al 10 marzo.
 

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