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Regolarizzazione “Come fingersi amici degli sfruttati in tempo di crisi”

#SanatoriaSubito

Regolarizzazione: “Come fingersi amici degli sfruttati in tempo di crisi”
COME FARE: Richiedere la regolarizzazione dei braccianti ora, a causa della crisi del comparto agricolo. Accorgersi improvvisamente che il comparto è caratterizzato da lavoratori in nero, sfruttati, malpagati, ammazzati.
Abbiamo avuto la testimonianza diretta dell’esistenza della schiavitù in Italia. Facevamo finta di non vederla, ma poi sono arrivate le uccisioni, i roghi nelle baraccopoli dei lavoratori e abbiamo continuato a far finta di non vederla, la schiavitù. A nessun sindacato confederale, in questi anni, a parte piccole realtà attive sul territorio, è mai venuto in mente di dichiarare lo sciopero generale, a nessun ministro di fare pressione sul proprio governo per chiedere diritti e tutele per i lavoratori dei campi.
Ora, invece, il Ministro Bellanova tira in ballo addirittura lo spreco alimentare dato dai prodotti coltivati e non raccolti. Steni Di Piazza (sottosegretario alle Politiche sociali e al Lavoro, M5S) indica come primo obiettivo da perseguire quello di “consentire agli imprenditori del settore agricolo di poter reclutare velocemente il personale”. Marco Minniti (PD) ex Ministro degli Interni, padre del codice di condotta per le ONG, dichiara “all’Italia ora serve regolarizzare gli immigrati”. Ora.
Tutti, condiscono la propria posizione in difesa dell’apparato produttivo col cappello della lotta alle mafie che inquinano il settore agricolo. Prima invece andava bene così?
Una narrazione da brividi, come da brividi sono le posizioni dei grandi sindacati e di alcune associazioni che le seguono in maniera acritica. Le condizioni di vita dei braccianti stranieri violano ogni diritto umano, per le condizioni abitative e lavorative che in pochi casi non sono garantite per una irregolarità di soggiorno e l’uso strumentale della crisi sanitaria e del comparto agricolo rischiano di aggravarle ancora di più.
In queste ore sta circolando la bozza per una regolarizzazione, su cui sta lavorando il Governo. In molti ci hanno contattato per sapere cosa fare. Per il momento, è necessario aspettare che esca il decreto e affidarsi, per informazioni sulle pratiche, solo agli organi competenti.
La bozza inizia così: “Al fine di sopperire alla carenza di lavoratori nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento, della pesca e dell’acquacoltura, in conseguenza del rischio sanitario connesso alla diffusione del Covid 19″.
Come giustamente osserva l’avvocato Paolo Cognini in un video realizzato da MeltingPot.org
“ La regolarizzazione riguarda esclusivamente i rapporti di lavoro in questi ambiti. E’ irragionevole proporre questa limitazione, quando ci troviamo di fronte ad una massa di persone irregolari – prodotta da leggi (illeggittime n.d.r) – concentrate per lo più nelle metropoli e che di conseguenza non potranno accedervi, poiché riguarda solo i lavori dei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura. Questa logica legata allo sfruttamento non può appartenere ad uno stato di diritto. La bozza di legge non parte dal problema delle migliaia di persone senza documenti e quindi senza tutele sanitarie, economiche ed alloggiative, così come non parte dal problema dei permessi di soggiorno bloccati o precari. Si parte da un’unica valutazione rigidamente vincolata ad un interesse economico, ossia quante braccia migranti servono al sistema produttivo e all’agricoltura. Da questo triste calcolo, inaccettabile in un paese civile, si ricava il numero di persone destinate alla regolarizzazione. E gli altri?” (…)
La sanatoria va fatta per tutte e tutti e alla sanatoria devono seguire garanzie e tutela dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, nei diversi comparti produttivi, e che possa precedere una riforma di legge che altresì inizi a svincolare il diritto di soggiorno dalla sussistenza lavorativa.
Vi invitiamo a seguire e a ribadire Siamo qui – Sanatoria subito Qui il video completo realizzato da MeltingPot https://www.meltingpot.org/Regolarizzazione-una-bozza-di-le…?
 

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