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Poste Italiane Spa: continuano discriminazioni e pratiche poco trasparenti verso richiedenti asilo e immigrati.

Lo sportello di Pensare Migrante Lavoro e Formazione offre, tra gli altri servizi, supporto per l’apertura di conti correnti di base presso gli uffici di Poste Italiane Spa.
Negli accompagni affronta e documenta ogni giorno l’inadeguatezza dell’azienda ad accogliere i consumatori, discriminando richiedenti asilo e immigrati.
Come nel caso di F.G., beneficiario dei nostri servizi, che si è recato all’Ufficio Postale di Via Marsala a Roma, perché aveva letto che vi avrebbe trovato personale in grado di parlare in inglese. All’appuntamento con la consulente, pur avendo esplicitamente spiegato di avere reddito pari a zero, ma avendo risparmiato oltre 20.000 euro, durante 7 anni di regolare lavoro in un altro paese europeo, si è visto proporre un conto “Bancoposta Medium” (canone mensile di 7 euro), invece di quello Base Gratuito, a cui avrebbe avuto diritto.
Non finisce qui: la consulente lo ha convinto a sottoscrivere una polizza assicurativa sulla vita “Poste Progetto Dinamico”, facendogli vincolare i suoi risparmi per 10 anni.
Benché lo abbia rassicurato circa il fatto di poter avere in ogni momento la disponibilità dei propri soldi, la consulente ha però omesso un dettaglio importante: se F.G. avesse richiesto i suoi risparmi per un’improvvisa necessità prima di un anno dalla sottoscrizione, avrebbe subito una decurtazione di 400 euro.
Poste Italiane Spa si pregia di garantire una mediazione linguistica presso l’agenzia a Viale Marsala a Roma, mentre la consulente si è limitata a parlare lentamente in italiano, senza fornire alcuna informativa nella lingua del consumatore, né una traduzione (almeno) in lingua inglese del contratto che si apprestava a far firmare.
F.G., si è fidato del riassunto orale del contenuto del contratto ad opera della consulente, senza immaginare il cinismo dell’impiegata.
Un cinismo da piazzista.
La responsabilità però è da addebitare all’azienda Poste Italiane Spa, che non attua un’adeguata formazione degli operatori agli sportelli, della consulenza e della dirigenza, né un opportuno controllo delle pratiche da questi attuate. Abbiamo riscontrato infatti che di fronte a una scarsa conoscenza della lingua italiana, Poste Italiane opera spesso in modo poco trasparente proponendo prodotti bancari favorevoli all’azienda e ai propri dipendenti, ma non ai consumatori.
Il 15 novembre, abbiamo inviato un reclamo per conto di F.G. ma, ad oggi, non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
Rimaniamo fiduciosi non solo in un riscontro al reclamo, ma anche ad un drastico cambiamento di rotta dell’azienda: per questo siamo pronti ad offrire a Poste Italiane il nostro supporto nella formazione e nella redazione di informative tradotte.

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