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Pensare Migrante nel 2020: 10 mesi di lotta in 1 anno di lotta

Pensare Migrante è nata a marzo 2020, cinque giorni prima del lockdown nazionale.

In un momento di totale disorientamento, Pensare Migrante, nata dall’incontro di attivist* di diversa provenienza, è stata una scelta sentita e necessaria, una rotta sicura: mentre tutto si fermava, abbiamo deciso di continuare con le attività di informazione e supporto, di inaugurare questo spazio di dialogo, di crescita comune.

Sono stati 10 mesi di difficoltà, battaglie, vittorie e sconfitte, che vogliamo ripercorrere insieme a voi mese per mese.

Dieci mesi di impegno in cui abbiamo rafforzato la nostra convinzione che senza diritti universali – dalla sanità, alla casa, alla giustizia, all’accesso alla cultura e al lavoro, alla libertà di movimento – che senza solidarietà, senza inclusione, l’umanità è spacciata.

Questo è in fondo “pensare migrante”: una scelta di lotta invece che di resa, ciò di cui tutti abbiamo bisogno per vivere, per ripartire, per imparare dall’altro, per rimanere orgogliosamente diversi ma finalmente tutt* con gli stessi diritti. Non rimanere fermi di fronte alle ingiustizie, di fronte alle nostre vite in pericolo, non fermare i progetti anche quando tutto sembra perduto.

Che sia insieme, migrante, libero e di lotta, buon anno nuovo da tutte e tutti noi.

SPORTELLO LEGALE

In questo 2020 l’attività legale, che ha assistito 425 persone, è intervenuta a tutela dei più fragili privati dell’accoglienza (67 le segnalazioni agli uffici di roma capitale e della Prefettura per l’ingresso nel sistema di accoglienza), senza fissa dimora e costretti ad attendere per accedere alla richiesta di protezione internazionale per lungaggini burocratiche e cattive prassi amministrative. Abbiamo intrapreso azioni legali e segnalazioni per invertire queste tendenze, in particolare contro la questura di Roma.

Una buona parte degli 82 richiedenti asilo assistiti, il 25% ha manifestato criticità di accesso alla procedura per l’applicazione scellerata del regolamento Dublino che ha costretto molti richiedenti a lunghissime attese per vedersi riconosciuta la competenza dell’Italia a valutare la loro richiesta.

Chi invece ce l’aveva già fatta a superare l’ostacolo procedurale della valutazione della richiesta asilo si è scontrato con le leggi allora vigenti in materia di rinnovi della ex protezione umanitaria, per il momento 38 casi, per un periodo cancellata dal decreto 113/18 conosciuto per il nome del suo firmatario, l’ex ministro Salvini. Sono infatti triplicati gli atti giurisdizionali che abbiamo intrapreso con gli studi legali in rete con la nostra associazione, per un totale di 81 tra ricorsi e diffide. Molti ricorsi sono ancora pendenti ma i primi risultati hanno confermato le protezioni che erano state letteralmente scippate.

In ultimo ci siamo scontrati con un tema del tutto nuovo: l’accesso all’iscrizione anagrafica, che ha riguardato 111 migranti, reso a dir poco complicato per le prassi difformi attuate dalle amministrazioni locali e da una procedura non accessibile per barriere linguistiche e burocratiche.

Mentre il governo si apprestava a cambiare alcuni dei principali punti critici del decreto sicurezza, dal basso alcune importanti vittorie giurisdizionali hanno caratterizzato la nostra attività legale per il ripristino del diritto di accoglienza, negato ancora a troppi, e per il diritto di soggiorno, minato dal decreto sicurezza per oltre 100mila persone in Italia. Importanti sentenze che hanno anticipato e indirizzato le scelte politiche da fare e che hanno sicuramente ostacolato le cattive prassi amministrative anche per l’accesso alla procedura di protezione internazionale.

In questi 9 mesi siamo stati anche a Foggia e Borgo Mezzanone, negli insediamenti dove sono costretti a vivere i braccianti sfruttati.

Tra le 102 persone che si sono rivolte allo sportello abbiamo preso in carico soprattutto coloro che avevano applicato per la cosiddetta “sanatoria” della scorsa estate e, a seguire, coloro che invece erano incappati del decreto Salvini con il rischio di perdere titolo di soggiorno, che invece in molti casi rimaneva bloccato per mesi.

Stiamo ancora lavorando ad una analisi delle richieste per far valere i nuovi dispositivi di legge per mantenere il diritto di soggiorno di centinaia di lavoratori agricoli.

 

SPORTELLO DI INSERIMENTO LAVORATIVO

Anche lo sportello di inserimento lavorativo non è stato fermo duranti i primi mesi di lockdown: anzi, diverse iniziative ed azioni sono state intraprese proprio per supportare chi è stato colpito in ambito lavorativo, aiutandolo nella richiesta dei sussidi previsti.

Anche in questo caso, abbiamo dovuto sopperire alla mancanza di informazioni delle istituzioni che hanno contrapposto barriere linguistiche, tecnologiche e in genere burocratiche, all’accesso degli ammortizzatori sociali. Per fare questo, abbiamo organizzato anche una diretta facebook con l’avvocato del lavoro Bartolo Mancuso e prodotto informative in forma testuale e audio in italiano, inglese, francese e arabo sull’accesso ai servizi bancari e sull’accesso agli ammortizzatori sociali durante il lockdown.

Ci siamo poi battut* affinché venisse applicata la normativa di Poste Italiane che consente di aprire un conto corrente di base ai richiedenti asilo, senza alcun costo associato. Abbiamo verificato che tale norma era tradita continuamente dagli operatori e dalle operatrici allo sportello.

Abbiamo prodotto informative multilingua, attivato un’assistenza telefonica in diretta, reclami via pec e 44 accompagni diretti nei casi di agenzie più ostili.

Non avendo avuto risposte né cambiamenti, a Giugno abbiamo supportato le donne e gli uomini esclusi da questo servizio in un flashmob davanti le poste centrali in piazza San Silvestro a Roma.

Nel frattempo abbiamo continuato con le attività “classiche” dello sportello:

  •   Nuove persone prese in carico e cv redatti: 77
  •   Aggiornamenti e offerta servizi a persone precedentemente prese in carico (accesso servizi bancari, incontro strategia e simulazione, riconoscimento dei titoli, etc): 62
  •   Supporto nel riconoscimento titoli di studio tramite CIMEA/Naric: 6
  •   Nuove iscrizioni al Centro Per l’Impiego / Garanzia Giovani: 21

 

CAMPAGNE INTERNAZIONALI

Crediamo che sia necessario includere in un quadro più ampio di attivismo ed azione.

Accanto a questi interventi professionali, abbiamo provato a fare da megafono per chi si batte per la giustizia al di fuori del nostro Paese come, ad esempio, con le proteste contro la brutalità della polizia in Nigeria #EndSars e negli Stati Uniti #BlackLivesMatter.

Abbiamo organizzato una diretta da Lagos con gli attivisti nigeriani e coinvolto anche migranti che hanno portato la protesta qui a Roma, sotto l’ambasciata nigeriana

Per il 2021 vogliamo continuare a promuovere la partecipazione attiva dei rifugiati e dei richiedenti asilo, nonché a sfidare l’approccio caritatevole che caratterizza alcune organizzazioni attive in questo campo, che spesso dipingono i richiedenti asilo e i rifugiati solo come vittime bisognose di aiuto. Per questo, miriamo anche a rafforzare la capacità delle nostre e di altre ONG di sostenere i richiedenti asilo e i rifugiati, formandoli a svolgere alcune delle stesse attività attraverso un processo di capacity building. Il nostro obiettivo generale è quello di promuovere l’autonomia e l’autodeterminazione dei richiedenti asilo e dei rifugiati.

Vogliamo continuare e migliorare i servizi già offerti, con un’attenzione specifica per i migranti che hanno perso il permesso di soggiorno negli ultimi due anni durante il periodo del decreto sicurezza meglio conosciuto come “legge Salvini”. Si stima che si tratti di centomila migranti che potrebbero non aver avuto uno status regolare a causa di questo decreto che ha cancellato la protezione umanitaria.   

Per quanto riguarda la formazione e l’orientamento al lavoro, vorremmo aumentare il numero di controversie e campagne a favore del diritto al lavoro, dei servizi presso il centro per l’impiego e dell’accesso alle banche.

Allo stesso tempo, crediamo che sia necessario includere questi interventi professionali in un quadro più ampio di attivismo, comprese le campagne aperte ai non professionisti.

Dagli incontri con le comunità di immigrati sono emerse diverse idee per campagne su cui concentrare il nostro interesse nel prossimo anno.

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