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No Justice, No Peace

Mentre il Mondo, sotto la spinta dei fatti di Minneapolis e non solo, è in rivolta per le vittime di razzismo, della brutalità della polizia, mentre ci si inginocchia, più o meno in buona coscienza, per rendergli omaggio, ai confini d’Europa si continua a morire, in mare, appesi a una recinzione, di fame e stenti, per le botte e i proiettili degli agenti di frontiera.
Poche ore fa, al largo della città di Sfax in Tunisia, è iniziata la conta delle vittime dell’ennesimo naufragio in cui hanno perso la vita tante donne, una incinta, bambini. 32 i corpi recuperati ma le ricerche continuano. Pochi giorni fa altri 20 morti e chissà quanti ancora di cui non si ha notizia. Erano diretti a Lampedusa, l’approdo più vicino verso una salvezza che non c’è, come non c’è umanità, bruciata insieme ai relitti delle imbarcazioni naufragate, triturata da anni di propaganda e politiche infami, concretizzate in Italia nei Decreti Sicurezza. Un pugno in faccia ai Diritti Umani che nessuno ha ancora avuto la coscienza di abrogare.

Ci consola che la Mare Jonio sia tornata da ieri a salvare vite, ma purtroppo non basta: le barche di migranti affondano e quelle che non affondano, intercettate dalla Guardia Costiera libica, vengono scortate di nuovo verso l’inferno dei lager, degli arruolamenti forzati nelle milizie, delle sevizie e gli abusi che non risparmiano donne e bambini. Servono politiche di salvataggio, di accoglienza, serve accendere il faro dei diritti per mettere fine a questa carneficina.
Chi cerca salvezza verso l’Europa lascia Paesi in guerra, devastati dalla speculazione finanziaria, dalle dittature, vede nell’Europa una luce di speranza ma il più delle volte sono solo i fari accecanti delle polizie frontaliere che li respingono. E quando arrivano o sono spinti ai margini delle città o sono ingoiati dal tritacarne della burocrazia. Viviamo tempi di profonde ingiustizie, di gesti plateali cui non seguono azioni di coscienza, una pace fittizia che soffoca la ricerca della giustizia di cui tutte e tutti abbiamo bisogno.

La frontiera è un poliziotto che uccide.
#NoJusticeNoPeace
Il nostro cartello per la manifestazione I can’t breathe a Piazza del Popolo, foto di Igiaba Scego

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