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L’inferno dei centri di detenzione in Libia, gli accordi inaccettabili dal 2017

Ustioni con olio bollente e plastica sciolta, scariche elettriche, frustate, violenze sessuali su donne e bambini. Solo nel 2020 sono stati registrati oltre 6.200 casi di abuso sui migranti e i rifugiati intercettati dalla guardia costiera libica: una media di 72 decessi al mese tra il 2018 e il 2019, quasi 2000 morti in due anni. Accade in Libia, un Paese allo sbando, in mano alle milizie, ai trafficanti, a ufficiali pubblici, finanziati con denaro europeo, italiano, che si macchiano di atrocità su inermi esseri umani. Tutto grazie all’indifferenza e alla miseria umana dei Paesi che la circondano e finanziano, di quelli che lì hanno spostato le loro frontiere.
Un tempo i luoghi dell’orrore si chiamavano Auschwitz, Dachau, Birkenau, oggi si chiamano Sebha, Cufra, Qatrun, Bani Walid, Sahara, Mediterraneo. Omicidi, torture, violenze inenarrabili subite da persone in fuga da guerre, dittature, fame, persecuzioni. Non solo la morte per annegamento durante la traversata, la morte arriva anche se vieni intercettato dalla cosiddetta guardia costiera libica e se non muori sarai costretto ai lavori forzati, alla detenzione arbitraria, all’arruolamento forzato nelle milizie, al traffico e allo sfruttamento sessuale.
Dal 2017, grazie all’accordo fortemente voluto dall’ex ministro Marco Minniti, dall’Italia sono stati versati alla Libia oltre 150 milioni di euro, logistica, formazione per una costante disumana violazione dei diritti umani. Insieme al memorandum Italia-Libia, veniva imposto un codice di condotta per le ONG con cui si dava inizio alla criminalizzazione delle operazioni di salvataggio in mare. Un piano di contenimento dei flussi migratori simile a un piano di sterminio di massa, finanziato con i soldi dei contribuenti italiani.
Salvini, di cui oggi il Senato deciderà se mandare a processo per la detenzione illegittima dei naufraghi della Open Arms, 160 persone trattenute su una nave per 21 giorni, non è l’unico colpevole, la Lega non è l’unica a foraggiare odio e violenze, violazione dei diritti umani in Italia e alle sue frontiere, ai tempi di queste decisioni al governo c’era il PD, millantati moderati come Paolo Gentiloni.
Ci auspichiamo una seria presa di distanze dal nuovo partito di maggioranza verso i suoi predecessori, non più fatta di parole ma di azioni concrete, di strategie, di soluzioni. Umane.


Dati da UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, e dal Mixed Migration Centre (MMC) del Danish Refugee Council, tratti dal rapporto “In questo viaggio, a nessuno importa se vivi o muori”
Qui una sintesi:https://www.meltingpot.org/Rapporto-In-questo-viaggio-a-nessuno-importa-se-vivi-o.html#.XyJilyOLTSw

Vignetta di Mauro Biani
 

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