Spesso i migranti, per autosegregazione, immaginano per sé professioni che non prevedano la necessità di particolari qualifiche e così accade che un giovane, con una laurea in letteratura, si rivolga a noi con l’idea di trovare un lavoro come addetto alle pulizie, magari perché è la professione che per due anni ha svolto in Libia.

Uno dei nostri obiettivi, durante la redazione del curriculum, è quello di permettere all’aspirante lavoratore di tornare a produrre un desiderio e quindi, scoprendo le peculiarità di ciascuna persona, immaginare con questa un soddisfacente percorso formativo e di ricerca del lavoro.

Pensare Migrante Lavoro e Formazione si impegna ad aiutare le persone seguite nella ricerca di un’occupazione desiderata o di una borsa di studio e a condividere competenze e istanze dei destinatari.

Attività di Pensare Migrante Lavoro e Formazione

Consigliare scuole di italiano per stranieri gratuite a Roma e iscrivere ai CPIA di Roma e Lazio;

Redigere curricula;

Seguire nell’iscrizione ai centri per l’impiego e, quando di età inferiore a 29 anni, al progetto Garanzia Giovani;

Lezioni individuali per l’utilizzo di GMail/GDrive /Gmaps

Definire un piano strategico di ricerca del lavoro, sulla base del profilo personale emerso durante la redazione del CV;

Simulare colloqui di lavoro per favorire la disinibizione oratoria;

Organizzare incontri di empowering;

Lanciare campagne di fundraising in caso di un progetto di studio o imprenditoriale;

Richiedere il riconoscimento dell’equipollenza dei titoli di studio;

Creare una road map delle competenze per organizzarle e valorizzarle, anche attraverso l’attivazione di corsi di formazione;

Aiutare gli aventi diritto (in possesso di un titolo di soggiorno) ad aprire un conto corrente di base gratuito, poiché il possedere un IBAN favorisce l’inclusione lavorativa, per la possibilità di sottoscrivere un regolare contratto.

TUTTI I SERVIZI EROGATI SONO GRATUITI

Mission e destinatari Pensare Migrante Lavoro e Formazione:

Dal giugno 2017, prima con Baobab Experience e da Marzo 2020 con Pensare Migrante, ci troviamo a dover sostituire le istituzioni non solo nella prima accoglienza, ma anche nella formazione e nell’orientamento al lavoro per chi arriva al presidio umanitario alla Stazione Tiburtina e per le persone nei circuiti dell’accoglienza nel Lazio.

Ad oggi le persone seguite sono 323, di età compresa tra i 18 e i 67 anni, tra cui 34 donne, con il diritto di lavorare e studiare grazie a: un documento chiamato verbale C3 emesso da almeno sessanta giorni; un permesso di soggiorno (per rifugiati, per protezione sussidiaria, per casi speciali, per richiedenti asilo in attesa della risposta della commissione riguardo alla protezione internazionale o – in caso di ricorso al diniego- in attesa dell’esito);

Le persone seguite sono state o sono ospiti dei presidi umanitari, che si sono susseguiti sgomberi dopo sgomberi, o presso centri di accoglienza finanziati dallo Stato per fornire anche servizi di orientamento al lavoro, ma che nella maggior parte dei casi non attivano un progetto concreto di autodeterminazione, che riteniamo essere l’unico vero strumento per una integrazione reale.
Fino ad ora il 40% dei beneficiari dei nostri servizi ha ottenuto un regolare impiego (a tempo determinato, indeterminato, a progetto o tirocinio formativo), una borsa di studio universitaria o una borsa di studio per un Master di I livello.

L’analisi dei due anni di attività di questo gruppo è descritta in dettaglio nel 14° Rapporto Osservatorio Romano sulle Migrazioni – IDOS/istituto di Studi Politici “S.Pio V”, nel contributo “L’orientamento al lavoro in contesti informali – L’esperienza di Baobab 4 Jobs”, di Michelle Muller e Elisabetta Tinti Salati.
L’analisi degli ostacoli opposti al diritto all’apertura di un conto corrente garantito anche ai richiedenti asilo, è descritta nel 15° Rapporto Osservatorio Romano sulle Migrazioni – IDOS/istituto di Studi Politici “S.Pio V”, nel contributo “Quando i conti non tornano: i richiedenti asilo, i titolari di protezione nazionale o internazionale e l’accesso ai servizi bancari”, di Michelle Muller e Elisabetta Tinti Salati

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