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L’apertura di un CC di base non deve essere una corsa a ostacoli per i richiedenti asilo

È successo ancora, che un operatore allo sportello di Poste Italiane agisse in maniera personale, emotiva e impreparata a rispondere per conto di un’azienda diffusa su territorio nazionale.
Stamattina un richiedente asilo, con un permesso di soggiorno scaduto il 12 marzo, ma grazie al Decreto Cura Italia valido fino al 31 agosto 2020, ha ricevuto un rifiuto alla richiesta di un appuntamento con un consulente per l’apertura di un conto corrente di base gratuito, garantito per legge e da circolari interne di Poste Italiane, anche a richiedenti asilo e senza fissa dimora.
Questa volta l’arroganza e l’incompetenza dell’operatore ha raggiunto vette inattese, quando ha informato il richiedente asilo che alla scadenza del permesso di soggiorno temporaneo (rinnovabile fino alla conclusione di un ricorso in appello) avrebbe ricevuto un foglio di via. Quando il giovane, perfettamente consapevole del proprio diritto e della sciocchezza dichiarata dall’impiegato, ha insistito per avere un appuntamento, offrendo l’intermediazione via telefono con un operatore legale di Pensare Migrante, questo ha chiamato la guardia giurata perché lo allontanasse dall’agenzia.
Siamo stanchi che la tenuta degli operatori allo sportello, dei consulenti e persino di alcuni direttori di agenzia, si pongano come ulteriore barriera contro chi avrebbe il desiderio e il diritto di avviarsi verso l’inclusione sociale.
Stamattina Pensare Migrante ha inviato il quindicesimo reclamo via pec in una settimana: non ci fermeremo!

È successo ancora, che un operatore allo sportello di Poste Italiane agisse in maniera personale, emotiva e impreparata...

Pubblicato da Pensare Migrante su Giovedì 23 luglio 2020

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