denunce,  diritti,  Poste Italiane Spa

Il conto corrente di base è un diritto

Stamattina ci siamo alzati presto per fare la fila alle Poste insieme a 20 aspiranti correntisti, beneficiari dello sportello Lavoro e Formazione e dello Sportello Legale. Siamo andati tutti insieme per denunciare un ostacolo e abbatterlo: l’immotivata confusione e problematicità nell’avvio di una procedura semplice, qual è l’apertura di un conto corrente di base.
Se hai un IBAN, il datore di lavoro o il padrone di casa non avrà scuse per non registrare un regolare contratto.
Con un conto corrente di base gratuito, che ha lo scopo di agevolare le fasce economicamente più fragili della popolazione, non hai costi di attivazione e hai a disposizione un certo numero di operazioni annuali senza costi.
Un’operazione semplice che però, inspiegabilmente, spesso diventa un’odissea se sei straniero: eppure ai sensi degli artt. 126-noviesdecies, 126-vicies e seguenti del Testo Unico Bancario (D.Lgs. 385/1993) e del Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 70 del 2018, di recepimento in Italia della Direttiva Comunitaria in materia di conti di pagamento, tutti i consumatori legalmente presenti sul territorio italiano, ivi inclusi i richiedenti asilo ed i senza fissa dimora, hanno diritto di aprire gratuitamente un conto corrente bancario con caratteristiche di base.

 

È stato necessario rallentare il tran tran di un ufficio postale al centro della Capitale italiana, perché 20 persone aventi diritto riuscissero ad ottenere l’appuntamento per l’avviamento dell’apertura del conto corrente di base: la presenza di sette attivisti di Pensare Migrante ha garantito che la richiesta di un appuntamento fosse accolta dal direttore dell’agenzia, ma temiamo che non sarà l’ultima azione necessaria per arrivare al giorno in cui anche nella più remota agenzia di Poste Italiane srl o di un istituto bancario, il consumatore avente diritto riesca ad evitare un rifiuto immotivato addirittura nella richiesta di un appuntamento.
La vita di chi arriva in Italia è piena di ostacoli piccoli e grandi, fatti di cavilli burocratici, noncuranza, ignoranza e discriminazione. Insieme possiamo farli cadere.
Qui il reportage di Flavia Amabile de La Stampa: 

Roma, la lunga battaglia dei richiedenti asilo per ottenere un conto corrente

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *