Corridoi umanitari,  denunce,  diritti

Cosa prevede veramente l’accoglienza dei profughi ucraini in Italia?

Cosa prevede veramente l’accoglienza dei profughi ucraini in Italia?
Chi sono i beneficiari della “Protezione temporaneaa”?
L’abbiamo già detto e lo ribadiamo, non c’è una classifica di sofferenza che possa dare diritti aggiuntivi, né tantomeno dovrebbero esistere delle motivazioni considerate non lecite per migrare e cercarsi un’altra opportunità di vita.
Fame, miseria, mancanza di democrazia, motivi personali o volontà di avere una vita altrove: tutti sono motivi validi per poter partire e trovare nuove opportunità.
Per non cadere però nel tranello dei presunti *vantaggi* concessi ai profughi provenienti dall’Ucraina rispetto a persone richiedenti asilo provenienti da altre parti del mondo è necessario puntare i riflettori verso il sistema di accoglienza italiano.
Un sistema che purtroppo conosciamo bene, che ha falle strutturali spesso orientate da finalità di controllo piuttosto che di inclusione e convivenza.
Basta leggere le cronache sui giornali per vedere che, passata l’autonarrazione sul “grande cuore italiano”, sono emerse tutte le criticità di un sistema già a pezzi che pretende di garantire accoglienza e dignità ai profughi di guerra:
dai centri di accoglienza con gli scarafaggi, fino all’ipotesi delle tendopoli.
A RImini, ieri, un albergatore ha sfrattato i rifugiati che si sono ritrovati in questura con le valigie in mano (“Non posso continuare a fare beneficienza”, le sue parole)
Andiamo a fondo: nel DPCM che rende esecutiva la direttiva 2001/55/CE sulla “protezione temporanea”, ci sono dei distinguo molto pesanti rispetto ai beneficiari di tale misura.
Manca, infatti, qualsiasi misura per i cittadini di Paesi terzi che soggiornavano in Ucraina sulla base di un permesso di soggiorno VALIDO ma non PERMANENTE (come per esempio gli studenti universitari di paesi terzi).
Secondo stime riportate nei giorni passati si trovavano in Ucraina prima del 24 febbraio circa 75000 studenti stranieri, la maggioranza proveniente da India, Marocco, Nigeria ,Algeria ,Tunisia, Palestina, Libia.
Insomma, rispetto all’accoglienza degli sfollati ucraini, lo schiacciamento dell’Italia sulle posizioni più rigide e restrittive espresse dai paesi del gruppo di Visegrad, proprio su questo punto, appare evidente.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *