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Come si finisce in strada?

Ieri al nostro sportello legale è arrivato C., 35 anni, nato in Guinea Conakry. Dopo lo sbarco lo avevano trasferito al CARA di Castel Nuovo di Porto. Nel 2019, quando c’erano 550 persone dentro, è stato chiuso senza alcuna programmazione, C. è stato trasferito a Jesi (AN) in un centro SPRAR. Da qui è stato cacciato dal cd. Decreto Salvini, in quanto possessore di un permesso di soggiorno da protezione umanitaria.
Un amico lo ha ospitato a Jesi per alcuni mesi, ma poi ha dovuto andarsene.

E’ arrivato a Roma 3 mesi fa e da allora dorme in strada. Nessuno gli ha detto che ora può fare di nuovo richiesta di accoglienza.
E’ un uomo il cui destino è stato deciso da tronfi politici per fini elettorali. Un uomo privato dei suoi diritti fondamentali in maniera reiterata, spostato come un pacco contro la sua volontà.
E nessuno, di questo apparato chiamato Stato, che sia almeno andato a dirgli che ora ha diritto almeno ad un posto dove dormire che non sia un marciapiede.

Ecco come si finisce in strada: pensando che gli effetti delle leggi che si scrivono siano principalmente quelli elettorali, sacrificando per questo la vita di migliaia di persone.

Foto di Eleonora Camilli

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