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Allarghiamo la regolarizzazione! 26 Giugno al Pantheon

A quasi un mese dall’apertura della presentazione delle domande per la regolarizzazione prevista dal governo, sono più che mai evidenti i limiti strutturali di questa misura.
Al 15 giugno, erano state presentate solo 32.000 domande.
Il 91% delle domande lavorate era nel settore del lavoro domestico, sebbene la misura sia stata promossa dal Ministro dell’Agricoltura e presentata come formulata in modo specifico per questo settore. Per quanto riguarda la procedura prevista al comma 2, che permetterebbe di accedere ad un permesso di soggiorno temporaneo e convertibile in permesso per motivi di lavoro, le domande presentate al 13 giugno sono state solo 1.208, a causa delle innumerevoli restrizioni e della farraginosità della norma.
Nell’ultimo mese, sono state rilasciate numerose circolari, anche in contrasto tra di loro, per fare chiarezza su chi potesse o meno presentare domanda. L’ultima, di pochi giorni fa, ha affrontato uno dei nodi centrali, ossia il tema della convivenza tra una richiesta di protezione internazionale e la presentazione della domanda di regolarizzazione. Se questo si è risolto positivamente nei confronti di chi presenti domanda attraverso il comma 1, prevedendo esplicitamente la possibilità di mantenere aperti entrambi i percorsi anche nel momento del rilascio del permesso per lavoro subordinato, lo stesso non si può dire per il comma 2. La circolare pare escludere categoricamente i richiedenti asilo dalla possibilità di presentare domanda autonomamente, lasciando così esclusi dalla norma proprio coloro che sono stati usati in primo luogo per promuoverla: gli invisibili delle campagne, gli abitanti dei ghetti, coloro che non troveranno mai un datore di lavoro disposto a presentare la domanda a nome loro, se non dietro pagamento di migliaia di euro.
In questo mese di sportello, abbiamo avuto la possibilità di toccare con mano l’assurdità di questa norma, che spinge chi ha già un lavoro, anche stabile ma in un settore non previsto, a lasciarlo per cercare di ottenere un permesso di soggiorno convertibile. Una norma che addirittura esclude chi ha già un contratto di lavoro dalla possibilità di regolarizzarsi, seguendo una logica distorta di premiazione del lavoro nero.
Nei prossimi giorni saranno in discussione alla Commissione Bilancio gli emendamenti proposti. Per questo motivo, è necessario far sentire la nostra voce, affinché le modifiche proposte siano approvate e chi è in posizione di irregolarità o di regolarità precaria possa finalmente ottenere un permesso giorno valido e convertibile.
Tra le principali modifiche che chiediamo:
l’estensione delle misure di regolarizzazione a tutti i settori produttivi e la possibilità di convertire i permessi di soggiorno non convertibili in permessi per lavoro subordinato o attesa occupazione. Queste modifiche sono necessarie per contrastare l’esplicito razzismo istituzionale, che intende relegare i lavoratori stranieri unicamente ai settori dell’agricoltura e del lavoro di cura, e muovere un primo passo verso lo del diritto di soggiorno dalla presenza o meno di un contratto di lavoro.
📣📣 Ci vediamo questo venerdì in piazza della Rotonda (al Pantheon) alle 14.30 per chiedere a gran voce permesso di soggiorno per tutte e tutti!
EVENTO

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